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AZIENDA SPECIALE: AVANTI, C’E’ POSTO

Siamo scandalizzati per l’entusiasmo con cui il sindaco Maragno annuncia nuove assunzioni in Azienda Speciale, dimenticando colpevolmente che tali costi peseranno come sempre sulla collettività.

Prima di pensare a nuovi posti di lavoro, e quindi a caricarsi dei relativi costi, secondo noi un buon amministratore pubblico dovrebbe pensare ad individuare e valorizzare le figure professionali che ha in casa.
Ma siamo proprio sicuri che tra i tanti dipendenti dell’Azienda Speciale non ci fosse nessuno che potesse svolgere, con adeguata formazione se necessario, le mansioni richieste dal progetto SPRAR, cioè amministrativi, educatori, operatori socio sanitari?

A nostro avviso l’Azienda Speciale, in forte difficoltà economica nonostante si tenti di dimostrare il contrario con apposite iscrizioni in bilancio, dovrebbe puntare a utilizzare e valorizzare le risorse interne. Cosa succederebbe se i contributi che dovrà erogare il governo dovessero ritardare o addirittura saltare? Come verrebbero pagati gli stipendi dei nuovi e vecchi posti di lavoro?

A chi giova davvero questa “creazione” di posti di lavoro? E’ forse un’occasione per stabilizzare i rapporti di lavoro di quelle stesse persone che hanno già prestato opera per l’Azienda a vario titolo, mediante collaborazioni o ricorso ad agenzie interinali? La politica è completamente al di fuori di queste scelte?

L’Azienda Speciale, nata per erogare i Servizi Sociali, sta diventando sempre più altro dopo aver preso in carico il Centro sportivo Trisi, la biblioteca, la gestione del Cimitero, il parco Giovanni Paolo II. Sono asset che non hanno nulla a che vedere infatti con i servizi per cui è nata e di cui invece sempre più spesso i cittadini si lamentano, per il peggioramento della qualità.

Maragno avrebbe dovuto da tempo nominare un nuovo consiglio di amministrazione, alla luce di importanti decisioni che non era il caso di lasciar prendere ad un commissario che avrebbe dovuto essere solo “straordinario”. Ma si è guardato bene dal farlo, perchè? La città rischia di dover pagare il prezzo di queste discutibili azioni da vecchia politica, e non sarebbe neanche la prima volta.

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